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DAR
è una cooperativa di abitazione nata nel 1991 con l’obiettivo
di ricercare alloggi dignitosi a basso costo da affittare a tutti
coloro, lavoratori italiani e stranieri, che non possono sostenere gli
alti affitti del mercato libero. La parola "dar" significa "casa" in
arabo, e già nel nome la cooperativa indica qual è il suo obiettivo:
rispondere al bisogno di tutti coloro che non hanno un tetto sulla
testa, indipendentemente dal colore del passaporto.
DAR opera ristrutturando alloggi di proprietà o, molto più
numerosi, alloggi ottenuti in affitto o in comodato da enti pubblici (ALER,
Comuni) per poi riaffittarlii ai soci a un canone "moderato".
In poco più di quindici anni di attività DAR ha risanato e assegnato
alloggi ad oltre duecentotrenta famiglie.
Oggi
DAR dispone di oltre duecento alloggi a Milano e nell’area metropolitana
allargata.
173 sono alloggi di proprietà pubblica, 105 di ALER, 60 del Comune di
Milano, 6 del Comune di Lodi, 2 del Pio Albergo Trivulzio. Di particolare
significato i 48 alloggi nel complesso Aler allo Stadera, intervento esemplare
per le modalità con cui è stato realizzato e con cui viene portato avanti giorno
per giorno. Grazie anche alla concentrazione di soci, più che altrove è infatti
possibile svolgere un ruolo attivo nel favorire la buona convivenza fra gli
inquilini e l’integrazione nel quartiere.
40 sono invece gli alloggi di proprietà di DAR: sette sparsi a Milano e
dintorni, 12 in un’unica palazzina a Seregno costruita in proprio nel 2006, e 21
nel “villaggio Grazioli” a Milano, ultimati nel 2008 nell’ambito della
partecipazione di DAR al consorzio cooperativo Ca’ Granda.
DAR si caratterizza per l’impegno sociale: tutti possono essere
soci della cooperativa e partecipare alla sua attività, ma non tutti i
soci hanno diritto all’alloggio cooperativo, riservato a persone
economicamente svantaggiate.

DAR, accanto al tradizionale impegno per il reperimento di alloggi
dignitosi da offrire in
affitto, ha avviato un progetto per consentire l’accesso al mutuo
per l’acquisto della prima casa a persone che normalmente hanno
difficoltà ad accedere a prestiti bancari (lavoratori stranieri,
lavoratori precarî ed altri). |