La Residenza Sociale

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Dal 2014 il Comune di Milano ci ha affidato la gestione della Residenza sociale, un progetto nato per rispondere ai diversi bisogni abitativi che sono emersi in questi ultimi anni.

La Residenza sociale è composta da 20 appartamenti di proprietà del Comune di Milano che sono dati in affitto in forme diverse e a costi contenuti, per un periodo più o meno temporaneo, accompagnati da un servizio di supporto all’abitare.
Le case si trovano in via Antonini (zona 5), in via Celio (zona 7) e in viale Ortles (zona 5).

I 12 alloggi arredati di via Antonini erano inizialmente finalizzati a dare una risposta temporanea ai nuclei familiari sfrattati con assegnazione “sulla carta” di una casa popolare. Gli inquilini, indicati dal Comune di Milano, erano famiglie in emergenza abitativa, a cui veniva offerta una casa dignitosa ed economicamente sostenibile, di passaggio verso l’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), e un servizio di accompagnamento sociale per affrontare il periodo di emergenza abitativa.

A seguito delle modifiche apportate da Regione Lombardia alla normativa per l’assegnazione e la gestione dell’ERP, il Comune di Milano ha ridefinito il target di riferimento. Attualmente gli appartamenti di via Antonini vengono locati con contratto di locazione temporanea di 18 mesi a nuclei familiari in emergenza selezionati dall’Unità Coordinamento Emergenza Abitative della Direzione Casa del Comune di Milano. Trattandosi di nuclei familiari medio-grandi con un reddito basso, la ricerca di una soluzione abitativa sostenibile a conclusione dei 18 mesi di contratto si è rivelata molto complicata. Gli operatori di DAR=CASA informano e supportano i nuclei familiari nella ricerca di soluzioni abitative intermedie tra la casa popolare e il mercato privato, ma, vista la scarsità di tale offerta, ad oggi solo due famiglie hanno lasciato l’alloggio alla scadenza naturale del contratto di locazione.

I 6 appartamenti di via Celio sono destinati a famiglie che fanno fatica a permettersi una casa ai prezzi, sempre troppo alti, del libero mercato dell’affitto nella nostra città. I nuclei assegnatari sono stati inizialmente selezionati dal Comune di Milano tra quelli aventi i requisiti per il canone moderato. La cooperativa ha provveduto a stipulare con loro un contratto di affitto 4+4.

L’assegnazione dei 2 alloggi arredati di viale Ortles era rivolta, da progetto, ad adulti soli a cui veniva offerta una soluzione abitativa temporanea nella forma di un posto letto in condivisione. Tuttavia questa indicazione progettuale non ha mai trovato applicazione nell’implementazione del progetto. Dopo una serie di tentativi per l’individuazione dei destinatari più appropriati per il tipo di offerta, l’Unità Coordinamento Emergenza Abitative della Direzione Casa del Comune di Milano (che attualmente è l’ufficio di riferimento per la convenzione con DAR=CASA) ha inserito i due appartamenti di viale Ortles 71 nella Delibera Comunale per la gestione dei nuclei familiari idonei sgomberati dal quartiere Giambellino-Lorenteggio, interessato da lavori di riqualificazione.

Il nostro lavoro con i nuclei familiari del progetto “Residenza Sociale” riguarda tutti gli aspetti della gestione sociale immobiliare: una volta ottenuta la segnalazione del nucleo individuato dagli uffici del Comune di Milano, procediamo con la visita e la proposta dell’alloggio o della camera. Se la famiglia accetta la soluzione individuata, giungiamo alla firma del contratto e curiamo la fase del trasferimento nella nuova casa e di inserimento nel quartiere. I tre referenti – tecnico, sociale e amministrativo – divengono i punti di riferimento degli inquilini per la gestione del rapporto locativo e della convivenza tra vicini o con i coinquilini.

Il gruppo di lavoro che segue il progetto di Residenza Sociale è composto da Maria Chiara Cela, coordinatrice e tutor sociale, Mauro Venturi in qualità di referente amministrativo, Mauro Fiamenghi e Jacopo Orso come referenti tecnici.

La temporaneità implica per noi la gestione di alloggi che vengono consegnati agli inquilini già arredati e comporta un maggiore turn over tra gli assegnatari, rendendo più denso il lavoro del referente amministrativo, ma anche delle altre figure coinvolte. I tempi limitati di permanenza, infatti, influiscono sulla costruzione del rapporto di fiducia con l’inquilino e sulla possibilità di svolgere il lavoro di accompagnamento sociale in maniera costante ed approfondita. La temporaneità rappresenta una criticità anche per l’estrema difficoltà nel trovare un’altra soluzione abitativa sostenibile per nuclei familiari con minori in cui gli adulti lavorano, ma hanno redditi non sufficienti per pagare un affitto sul mercato privato. Pertanto, il tema più pressante su cui abbiamo iniziato a lavorare con inquilini e con l’Amministrazione pubblica nel corso del 2019 è l’identificazione di un sistema di offerta variamente caratterizzata che renda effettiva la possibilità della temporaneità per famiglie con queste caratteristiche.
La presenza attenta del referente tecnico e di quello sociale, anche in loco, è finalizzata a far conoscere la cooperativa alle famiglie residenti e a sviluppare fiducia tra di loro. Questa modalità operativa ha anche contribuito a sviluppare un senso di cura dell’alloggio da parte delle famiglie, nonostante la loro permanenza temporanea. In viale Ortles in particolare, l’attività di accompagnamento svolta dalla cooperativa lavora anche su una dimensione collettiva, facilitando la convivenza tra i diversi nuclei familiari che coabitano negli alloggi, condividendo spazi comuni e momenti di vita quotidiana.

 

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