Ospitalità solidale

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Il progetto di Ospitalità Solidale prevede l’inserimento di 24 giovani, studenti o lavoratori precari, con età compresa tra 18 e 30 anni, in alloggi di proprietà comunale, ristrutturati e arredati grazie a un finanziamento del Dipartimento della Gioventù. A fronte dell’assegnazione dell’alloggio gli ospiti si rendono disponibili a collaborare nella realizzazione di attività di vicinato solidale.
Oltre agli alloggi nel progetto sono compresi tre spazi a uso diverso, dedicati alle attività del gruppo dei giovani ma anche aperti al quartiere, attraverso la collaborazione nella gestione di realtà esterne (associazioni, comitati, ecc).
DAR coordina il progetto e si occupa delle funzioni di gestione immobiliare. Grazie alla presenza del referente alloggio è anche punto di riferimento per i giovani abitanti. I partner di progetto sono ARCI Milano e Comunità progetto, che curano la realizzazione dei percorsi di vicinato solidale su due diversi quartieri e lavorano sull’accompagnamento all’autonomia dei ragazzi e delle ragazze coinvolti.

Per fare richiesta di un alloggio nell’ambito del progetto è disponibile un bando pubblico sul sito di Arci Milano.

Gli alloggi interessati dal progetto sono 24 monolocali sottosoglia collocati in due quartieri di edilizia residenziale pubblica con caratteristiche diverse, Ponti (via del Turchino) e Niguarda (via Demonte e via Monte Rotondo, il primo in un contesto di ERP puro e l’altro in regime condominiale).

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Le prime assegnazioni sono state effettuate nel novembre 2014, attraverso un avviso pubblico.
La graduatoria per la partecipazione al progetto è sempre aperta, e nuove candidature arrivano in seguito alla pubblicizzazione di un’offerta effettiva di alloggi, in relazione al turn over.

Nell’ambito del progetto, Matteo Nenni di Fuori Campo ha realizzato un documentario girato all’interno del quartiere Ponti, via del Turchino, che racconta il quartiere e il progetto attraverso le storie di alcuni abitanti e alcuni ospiti del progetto.

Gli spazi a uso diverso a disposizione del progetto sono tre: la portineria di via del Turchino 20, in condivisione con il portinaio, lo spazio di via Maspero, un ex negozio con vetrine su strada, e lo spazio di Niguarda in via Demonte 8, che ha richiesto un importante opera di ristrutturazione.
La gestione degli spazi a uso diverso in un progetto abitativo come Ospitalità Solidale è una risorsa. All’interno degli spazi sono infatti concentrate alcune attività promosse dagli ospiti e dagli enti gestori, che consentono di coltivare relazioni nel territorio e mettere a disposizione servizi e occasioni di socialità per gli abitanti.
In via del Turchino prima in portineria e poi, a lavori ultimati, in via Maspero, si sono concentrate le attività di progetto. Alle iniziative direttamente promosse da Ospitalità Solidale (feste, cineforum, laboratori per bambini, ecc) oppure realizzate in collaborazione con altre organizzazioni (gruppo socialità anziani del servizio di Custodia Sociale, incontri pubblici su temi specifici) si sono aggiunte richieste di utilizzo dello spazio da parte di terzi (fra i quali Associazione Allons Enfant e Fondazione ISMU) che hanno trovato nei nostri spazi un luogo dove proporre la propria attività, arricchendo l’offerta del quartiere.
Nello spazio di via Demonte, a Niguarda, si è insediata un’associazione in fase di affiliazione ad ARCI che vi ha collocato la sede del proprio circolo, dando vita al Club 27. Club 27, attivo dal venerdì alla domenica, prevalentemente in orario serale, propone concerti, cineforum, attività ludiche e culturali che attraggono prevalentemente persone non residenti nella zona. Il Club 27 si è fatto anche promotore di relazioni di quartiere ospitando iniziative e corsi promossi da realtà o abitanti del territorio.
Gli ospiti del progetto hanno invece proposto momenti di incontro e socialità con gli abitanti, in particolare I pranzi della domenica di Niguarda e il laboratorio “Giochiamo a fare i compiti”.
Il panorama delle attività che rendono vivi gli spazi a uso diverso è molto variegato e ricco. Allo stesso tempo però gli spazi rappresentano un elemento di criticità molto forte: per la loro ristrutturazione sono state ricercate o messe a disposizione risorse aggiuntive, gravando sul piano economico del progetto, e i costi di gestione degli stessi sono molto elevati.

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La fase di avvio in particolare richiede un investimento su promozione, lavoro identitario e di riconoscimento, apertura agli abitanti e al territorio che non consente di proporre attività economicamente remunerative, soprattutto dati i contesti di localizzazione del progetto, connotati da una grande deprivazione. Inoltre, non è sempre facile coniugare le esigenze gestionali e di sostenibilità degli spazi con le aspettative e le attese del territorio. Per questo, il lavoro di mediazione nel quartiere in relazione all’utilizzo dei locali è molto impegnativo.

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