Il 25 marzo abbiamo presentato lo storyboard frutto del laboratorio di scrittura filmica Fotogramma, a cura dell’artista Francesca Consonni e realizzato da un gruppo di donne abitanti del progetto Vivi Voltri.
“Appena arrivata nel deserto, è l’alba e sono emozionata […].
Il mio viaggio nel deserto è appena iniziato […].
E’ una giornata bellissima […].
[…] con le mie mani sto tessendo un tappeto per sederci comode e felici tra la sabbia […].
[…] E’ ora di accendere il fuoco per illuminare il buio […].
[…] preparo una cena con le mie mani […].
Ammiro l’immensità dell’orizzonte, i raggi del sole e i suoi riflessi dorati […].
[…] Dopo cena abbiamo deciso di trascorrere una bellissima festa […].
Guardo le stelle e respiro il silenzio di un posto che non ho mai visto […].”
Queste frasi sono estratte dai 9 racconti che compongono “Un giorno nel deserto”, una pratica di scrittura filmica collettiva, che ricostruisce scena per scena, o meglio fotogramma per fotogramma, il senso di comunità in cui si è formato il progetto. La storia prende vita all’interno di uno scenario preciso e sognante, il deserto del Sahara, in cui un gruppo di amiche decide di incontrarsi per celebrare l’amicizia, l’affetto e i ricordi che le uniscono. La narrazione, scandita da un ritmo dettato dall’osservazione del cielo, vede ogni personalità protagonista di un ritaglio della giornata. Divisa in piccoli episodi di atti quotidiani, la sceneggiatura richiama l’attenzione sui gesti, le capacità e gli strumenti che le protagoniste hanno scelto di mettere in scena per dedicare la propria parte alla collettività.
Il 25 marzo abbiamo presentato “Un giorno nel deserto” durante una festa presso la Casa di Quartiere di via Di Rudinì 14. L’evento era inserito nella programmazione del festival Sconfinare ed ha ricevuto il patrocinio del Municipio 6. E’ stato un momento per ritrovarsi per condividere il percorso fatto fino a qui e rilanciare sul futuro. Il nostro desiderio è di continuare a sperimentare con immagini e parole e di provare a trasformare questo racconto corale in un vero film. Sempre mettendo al centro le voci e i desideri delle partecipanti. Il percorso è aperto a chiunque si volesse unire.
Non poteva mancare un ricco buffet autoprodotto, che ha confermato il ruolo del cibo come ingrediente di relazioni calde e accoglienti.





















